L’origine della città romana

L’origine della città è da ricondurre al tracciamento della via Postumia, da Genova ad Aquileia, nel 148 a.C., anche se probabilmente sono i provvedimenti dell’89 a.C. (con i quali si concede la cittadinanza latina alle popolazioni locali) a determinare l’avvio di un vero e proprio processo di urbanizzazione. Il cambio nella strategia dei traffici (già agli inizi dell’età imperiale), conseguente al tracciamento delle vie Aemilia Scauri e Iulia Augusta, che riguardavano più direttamente i territori della Liguria occidentale (Vada, Vado Ligure), portò a un progressivo declino e abbandono del sito.

La “riscoperta” della città avviene in occasione dell’apertura della “strada regia” Torino-Genova (1820-1825) e della realizzazione delle linee ferroviarie Genova-Novi-Torino (1850-1852) e Genova-Milano (1912).
Solo nel 1924, con l’imposizione del vincolo archeologico, cessano le distruzioni e si intraprendono interventi di consolidamento e restauro dei monumenti.

Per quel che riguarda l’ordine generale del disegno urbano, si applica qui l’esperienza delle colonie romane con almeno due dei tre costituenti principali di una città: il reticolato delle strade che si incrociano ad angolo retto e il foro in posizione centrale; incerta è la presenza di mura.

All’interno della pianificazione urbana è interessante osservare l’applicazione di criteri che seguono quello che con termine moderno si potrebbe definire il principio dello zoning (ripartizione delle aree con funzioni specifiche): infatti, oltre alla concentrazione dei servizi di prima importanza nel foro, nel settore nord-orientale della città si riuniscono in un sistema coordinato e funzionale spazi ed edifici per lo svago e il tempo libero (teatro, terme, anfiteatro).
Risulta di esemplare chiarezza l’organizzazione delle aree abitative con isolati tendenti al quadrato.

Tavola Peutingeriana
Copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero. In evidenza la città di LIbarna.